Topics

Urban Mining

Si configurano come “urban mining” tutti i processi di recupero di materie prime dai materiali di scarto destinati a fine vita. In quest’ottica nuova, si guarda ai rifiuti generati dalle città e dagli ambienti urbani come a una risorsa preziosa, puntando ad utilizzare la produzione antropica piuttosto che le risorse geologiche per soddisfare le richieste dell'industria delle costruzioni. Comunemente, il “mining” si riferisce al recupero dei metalli preziosi provenienti dai rifiuti "tecnologici". Tuttavia, ad oggi questo termine è stato utilizzato più in generale per indicare il recupero e la monetizzazione di ciascun materiale proveniente da qualsiasi flusso di rifiuti, compresi i rifiuti da costruzione e demolizione. Il nostro nuovo progetto MI.C è uno dei primi edifici in Europa a implementare l’approccio urban mining nel suo processo di costruzione: riutilizzeremo parte del calcestruzzo esistente per costruire la nuova struttura e gran parte della facciata esistente per rivestire importanti porzioni degli spazi interni. 

Stay tuned!

Dry Garden

Il giardino “asciutto” sorge in risposta alla necessità di adattare gli spazi verdi alle nuove condizioni climatiche, come le temperature estreme, il vento e le piogge molto rare ma torrenziali, dovute soprattutto ai cambiamenti climatici. L’obiettivo è creare un giardino resiliente e autosufficiente, con un’irrigazione molto occasionale nei mesi più caldi, lasciando il resto a ciò che offre l’ecosistema. I cambiamenti climatici causano aumenti di temperatura, allungamento e accorciamento delle stagioni di coltivazione, modelli di precipitazioni meno prevedibili e tempeste sempre più intense o periodi di siccità. La resilienza di un dry garden permette di creare un paesaggio che sostenga le generazioni future: la sua biodiversità è meglio preparata a sopravvivere all’irrigidimento del clima.

Approfondisci

Biophilic Design

A sessant’anni dalla prima definizione di biofilia come “amore per la vita”, da parte dello psicanalista e scrittore tedesco Erich Fromm e a vent’anni dall’utilizzo che ne fece il biologo americano Edward Wilson per indicare un’esperienza empirica di profonda comunione con la natura, ci chiediamo come progettisti se sia possibile ricreare un ambiente naturale all’interno dei nostri spazi vitali che diminuisca o addirittura azzeri le distanze tra noi umani e la natura e di conseguenza ci metta in comunicazione con il nostro essere più autentico.

Stay tuned!

Concrete 2.0

Calcestruzzo: complesso riuscire a conviverci, ma molto difficile poterne fare a meno. Sebbene frutto di una miscela all’apparenza banale di cemento, acqua ed inerte, questo materiale è stato protagonista assoluto del nostro costruire da tempo immemore ed ha contribuito, in parte, a proiettarci nell’epoca della modernità. Molta della strategia di adattamento alla crisi impostaci dal cambiamento climatico passa anche dai metodi con cui rivedremo il nostro approccio all’uso del calcestruzzo, il cui ciclo produttivo è tra i più alto-emissivi dell’industria umana.

Approfondisci

Façades

Lo studio ha sempre considerato la facciata come uno degli elementi espressivi alla base del proprio linguaggio. Il tema dell’involucro è stato indagato sotto molteplici punti di vista. Park Plus ha approfondito idee tecniche relative a trasparenza e doppia pelle, studi formali riguardo l’impostazione prettamente compositiva e geometrica a supporto dei progetti in fase concorsuale, concept d’architettura circolare che indugiano in maniera più specifica sul tema del riuso e sull’impiego di materiali meno canonici come, per esempio, la plastica riciclata, integrazione con gli elementi architettonici di dispositivi mobili a protezione degli ambienti interni, nonché di superfici captanti in direzione facciate solari.

INLEGNO

Il libro frutto della ricerca svolta da Park Associati insieme a Bollinger+Grohmann sulle vaste e inesplorate potenzialità del legno nell’architettura del presente e del futuro.

INLEGNO