Ceto Cultural Hub
Una nuova porta d’accesso alla Valle Camonica, tra patrimonio, paesaggio e comunità
Nel punto in cui la Valle Camonica si apre verso sud, Ceto rappresenta una nuova porta d’accesso alla Valle dei Segni, uno dei territori più significativi per la conoscenza dell’arte rupestre preistorica. È in questo contesto che si inserisce il nuovo Polo culturale, la cui visione nasce dalla volontà di mettere in relazione patrimonio, paesaggio e comunità, superando la dimensione del singolo edificio per costruire nuove connessioni con il territorio.
La proposta metodologica con cui Politecnica Building for Humans, Park e AMDL CIRCLE, in co-leadership architettonica, insieme a Studio Mattioli, si sono aggiudicati la gara di progettazione promossa dal Comune di Ceto, assume il paesaggio come matrice del progetto. Il futuro Polo sorgerà negli spazi dell’ex filatura della Società Filati Niggeler & Kupfer, ma la strategia premiata non si limita alla trasformazione dell’edificio esistente: guarda al territorio nel suo insieme e individua nel dialogo tra ambiente, patrimonio culturale e comunità il principio guida per le successive fasi di sviluppo.
In questa prospettiva, i Pitoti, le incisioni rupestri che costituiscono il più esteso archivio semiografico preistorico d’Europa, rappresentano un riferimento interpretativo per il progetto. La natura stratificata delle testimonianze incise nella roccia offre una chiave per confrontarsi con la materia, la morfologia e la memoria del territorio, orientando la ricerca verso un’architettura capace di radicarsi nel proprio contesto.
Ceto si trova nel cuore di un paesaggio segnato dalla presenza del Monte Concarena e del Pizzo Badile Camuno, due montagne simbolo della Valle Camonica. Qui l’arte rupestre, iscritta nel 1979 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come primo sito italiano riconosciuto, costituisce parte di un patrimonio culturale e paesaggistico di eccezionale valore. Dal 2018 la Valle Camonica è inoltre compresa nella Riserva della Biosfera MAB UNESCO “Valle Camonica – Alto Sebino”, che si estende dal ghiacciaio dell’Adamello al Lago d’Iseo.
La visione premiata immagina il nuovo Polo come un’infrastruttura aperta e un possibile elemento di ricucitura, capace di ristabilire connessioni fisiche e paesaggistiche. Tra gli indirizzi individuati dalla proposta vi sono funzioni espositive, spazi per la ricerca, un auditorium, servizi e aree dedicate all’accoglienza dei visitatori, insieme a un sistema di percorsi in grado di mettere in relazione l’archeologia con l’ambiente naturale.
In vista del 2029, anno in cui ricorreranno cinquant’anni dall’iscrizione UNESCO, la Valle Camonica ha avviato il percorso di candidatura a Capitale italiana della Cultura. In questo scenario, la metodologia alla base della proposta individua nel futuro Polo uno strumento per costruire una nuova narrazione della Valle Camonica, mettendo in relazione la profondità della sua storia con il paesaggio contemporaneo e con le comunità che lo abitano.
Le successive fasi di sviluppo tradurranno questa visione in un progetto architettonico, approfondendo il rapporto tra il nuovo Polo, il patrimonio esistente e il sistema territoriale della Valle Camonica.
- LocationCeto (BS)
- ClienteComune di Ceto
- StatoRealizzazione in corso
- Area30000 m²
- Team design
Progetto di Politecnica: Mandataria del Raggruppamento Park: Co-responsabile architettonico AMDL CIRCLE: Co-responsabile architettonico Studio Mattioli: prestazioni geologiche e ambientali
Park's Team: Competition: Head of Research: Michele Versaci Business Developer: Andrea Riva Tender Specialist: Filippo Fino
Design Development: Founding Partner: Filippo Pagliani, Michele Rossi Project Director: Marco Siciliano Project Leader: Francesco Garofoli Architects: Leonardo Forcignano, Caterina Mirone, Michele Versaci, Paola Yepes Landscape Designers: Marianna Merisi, Francesca Pelizzaro, Irene Ricciardi
- CreditiPhoto by Nicola Colella