Progetti

Nuovo Main e Children Hospital di Brescia

Ripensare l’healthcare come un’infrastruttura civica aperta, in cui cura, ricerca e vita pubblica contribuiscono a dare forma alla città

Il progetto per il nuovo Main e Children Hospital di Brescia interpreta la trasformazione di uno dei principali poli sanitari italiani come l'occasione per ridefinire il ruolo dell'ospedale contemporaneo. Non soltanto un'infrastruttura ad alta complessità tecnica, ma un luogo aperto alla città, capace di mettere in relazione cura, ricerca, formazione e spazio pubblico all'interno di un unico organismo in continua evoluzione. Sviluppato da Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli, il progetto assume i principi di One Health come fondamento della propria visione. Salute umana, ambiente e sistemi sociali vengono interpretati come elementi di un unico ecosistema, traducendo questo paradigma in un'architettura che integra paesaggio, tecnologia e qualità dello spazio costruito. L'impianto storico progettato dall'ingegner Angelo Bordoni all'inizio del Novecento rappresenta la matrice da cui prende forma il nuovo assetto del campus. Il nucleo esagonale e la geometria radiale vengono reinterpretati come struttura ordinatrice di un sistema capace di evolvere nel tempo, mantenendo un rapporto di continuità con la memoria del luogo. Le nuove funzioni cliniche sono concentrate in edifici contemporanei che ospitano oltre 745 posti letto distribuiti su circa 60.500 metri quadrati, mentre i padiglioni storici vengono rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e di ricerca, rafforzando il legame con la Facoltà di Medicina e consolidando il carattere universitario del complesso. La natura attraversa l'intero campus e diventa parte integrante dell'esperienza quotidiana. Pazienti, personale sanitario e visitatori si muovono in un paesaggio continuo che accompagna gli spostamenti, favorisce l'orientamento e contribuisce al benessere psicofisico. I nuovi edifici si aprono verso la luce, l'aria e il profilo delle Prealpi bresciane, facendo del rapporto con l'ambiente un elemento essenziale del progetto.

Il Main Hospital si sviluppa attraverso tre corpi interconnessi che reinterpretano la struttura radiale dell'ospedale storico aprendola verso la città. Una grande lobby completamente vetrata attraversa il piano terra e definisce una nuova soglia urbana, affacciata su una piazza pubblica che restituisce all'ospedale una dimensione civica e permeabile. L'organizzazione degli spazi privilegia chiarezza distributiva, orientamento intuitivo e qualità ambientale. I principi dell'Healing Architecture trovano applicazione attraverso il controllo della luce naturale, il comfort acustico, le proporzioni degli ambienti e il costante dialogo con il paesaggio. Ogni camera è progettata come uno spazio di decompressione, dove la vista verso l'esterno diventa parte integrante dell'esperienza di cura. Alle estremità dei tre bracci, grandi serre vetrate ospitano spazi condivisi che estendono la vita dell'ospedale verso il paesaggio, trasformando luoghi di attesa e permanenza in ambienti aperti alla luce e alla natura. L'organizzazione funzionale ottimizza le relazioni tra aree cliniche, diagnostiche, interventistiche, intensive e logistiche, migliorando l'efficienza operativa e riducendo i tempi di percorrenza, con benefici diretti sulla qualità del lavoro e dell'assistenza. L'involucro architettonico, sviluppato con Eckersley O'Callaghan, svolge un ruolo attivo nelle prestazioni ambientali dell'edificio. Le facciate integrano sistemi avanzati di controllo solare e ottimizzazione energetica, calibrando trasparenza, comfort e continuità visiva e trasformando la pelle dell'edificio in un dispositivo climatico oltre che espressivo.

Il Children Hospital assume una configurazione autonoma composta da tre volumi cilindrici sovrapposti di altezze differenti. La geometria genera terrazze, corti e giardini terapeutici che portano il paesaggio a diretto contatto con ogni reparto, facendo della natura una componente attiva del percorso di cura. Al centro dell'edificio, un grande atrio a tutta altezza organizza gli spazi comuni, accogliendo aree gioco, luoghi di incontro e spazi dedicati alle famiglie in un ambiente luminoso e protetto che riduce lo stress e favorisce il benessere dei piccoli pazienti.

Il principio spaziale che organizza l'intero intervento è il CareRing, un anello continuo lungo oltre un chilometro che connette architettura, paesaggio e infrastrutture. Nel sottosuolo raccoglie i flussi logistici e tecnici, separandoli dai percorsi sanitari per garantire sicurezza ed efficienza. In superficie diventa un sistema continuo di piazze, giardini terapeutici e spazi pubblici che riconnettono il campus con la città. Progettato da Openfabric, il paesaggio non costituisce un elemento di completamento ma una vera infrastruttura ecologica e sociale che orienta i movimenti, migliora il microclima, favorisce la biodiversità e rende tangibile il principio di One Health, secondo cui il benessere delle persone è inseparabile da quello dell'ambiente.

Il progetto adotta una struttura prefabbricata ibrida in legno e acciaio assemblata a secco, capace di ridurre l'impatto ambientale e i tempi di costruzione, introducendo al tempo stesso un elevato grado di flessibilità. L'ospedale è concepito come un sistema aperto, predisposto ad accogliere l'evoluzione delle tecnologie mediche e dei modelli di assistenza. La dimensione digitale è integrata nell'architettura come infrastruttura invisibile. Sistemi intelligenti di orientamento, gestione dei flussi e monitoraggio ambientale migliorano efficienza, sicurezza ed esperienza degli utenti senza imporsi nello spazio. La componente esperienziale sviluppata da Dotdotdot integra dispositivi fisici e piattaforme digitali per rendere l'accesso più intuitivo, inclusivo e capace di supportare l'organizzazione quotidiana delle attività ospedaliere. Il nuovo Main e Children Hospital di Brescia propone così una nuova idea di ospedale: un'infrastruttura pubblica in cui architettura, paesaggio, tecnologia e ricerca convergono in un ecosistema capace di adattarsi nel tempo, rafforzare il rapporto con la città e rispondere alle sfide della cura del futuro.

Info

Progetto sviluppato da Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli

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