Progetti

The Meanwhile Club

Un club temporaneo che esplora il concetto di meanwhile use

In occasione della Milano Design Week 2026, Park presenta The Meanwhile Club, un’installazione site-specific ospitata all’interno del Park Hub che trasforma lo studio in una listening room e in un club temporaneo, attivato da un public program curato da Le Cannibale. Piuttosto che configurarsi come un’installazione conclusa, il progetto assume la forma di una postura critica: un’architettura del “mentre” che interroga ciò che resta oltre il tempo limitato dell’evento. The Meanwhile Club si sviluppa attorno alla nozione di meanwhile use, esplorando il potenziale del tempo intermedio tra una funzione e l’altra e trasformandolo in materia progettuale. Questa riflessione si inserisce in una traiettoria di ricerca più ampia portata avanti da Park sul riuso adattivo e sull’urban mining, già indagata nel volume Reinventing Heritage e sviluppata nel progetto Resourceful Intelligence per la Biennale Architettura 2025. Un primo momento applicativo di questo approccio è stato The Meanwhile Café, realizzato in collaborazione con Paris Internationale all’interno del cantiere di Filzi25 durante la Milano Art Week. All’interno del Park Hub, il progetto prende forma attraverso un’archeologia dei materiali che attinge agli archivi di WAY, dove dagli anni Novanta vengono conservati componenti e frammenti di allestimenti passati. L’architettura è intesa come una pratica di campionamento: elementi strutturali, superfici e dispositivi vengono recuperati e riassemblati senza essere neutralizzati, mantenendo leggibili le tracce delle loro vite precedenti. Il percorso si articola in tre ambienti che traducono la ricerca dello studio in esperienza.

La prima stanza introduce la dimensione teorica del progetto attraverso una video installazione presentata alla Biennale Architettura di Venezia 2025, che restituisce la ricerca di Park sull’urban mining applicata alla città di Milano. Il focus è su due materiali, il clinker e il vetro, intesi come risorse latenti all’interno del costruito, potenzialmente recuperabili e reimmessi in nuovi cicli di vita. Lo spazio è organizzato attorno alle panche Jeff, realizzate a partire da profili modulari in alluminio provenienti da precedenti allestimenti, segnando il passaggio dalla scala urbana a quella del prodotto.

La seconda area approfondisce questa transizione, portando i materiali al centro dello spazio. Le sedute Frankie dialogano con una parete composta da elementi in clinker e lastre di vetro recuperati da due cantieri di Park, Mi.C e Palazzo Missori, già presentati in occasione della Biennale. I materiali diventano parti attive di un sistema che ne dimostra la possibilità di riattivazione, stabilendo una continuità tra ricerca e applicazione.

Il percorso culmina nella terza sala, dove la ricerca si traduce in un ambiente immersivo. Il club temporaneo prende forma attraverso una costellazione di elementi riconfigurati, tra cui la lampada Suzanne, il DJ booth Giorgio e le sedute Delia, tutti realizzati a partire da componenti recuperati da allestimenti precedenti. Qui l’architettura si attiva attraverso il suono, trasformandosi in uno spazio dinamico in cui luce, materia e musica contribuiscono a definire un’esperienza condivisa.

Al termine della Design Week, questi elementi entreranno in una nuova fase del loro ciclo: gli arredi e i dispositivi progettati per The Meanwhile Club saranno messi all’asta nell’ambito di un’iniziativa realizzata con Fondazione Mercurio, con battitura a cura di Filippo Lotti per Art Defender. Il ricavato sarà interamente devoluto a sostegno dei progetti educativi dell’Associazione Mercurio, estendendo il principio di riuso oltre la dimensione materiale per attivare una ricaduta sociale concreta.

L’intero sistema è concepito come un loop: ogni elemento è progettato per essere disassemblato e riutilizzato, proseguendo il proprio ciclo oltre la durata della Design Week. In questo senso, The Meanwhile Club non si esaurisce nell’evento, ma si configura come un dispositivo aperto, capace di mettere in relazione persone, materiali e programmi all’interno di una temporalità estesa. La curatela musicale di Le Cannibale attiva lo spazio attraverso una serie di DJ set site-specific, sviluppati in dialogo con l’architettura. Il club diventa così un ambiente permeabile e in continua evoluzione, in cui ascolto, ritmo e spazio convergono. The Meanwhile Club è una configurazione temporanea all’interno di un processo continuo: un ambiente per materiali e persone in transito, che dimostra come l’intelligenza delle risorse possa abitare il tempo intermedio senza esaurirsi in esso.

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